25 aprile, tra storia e memoria

06 giugno 2012 da Redazione Comune San Lazzaro

Mercoledì 25 aprile 2012 si è svolta a San Lazzaro la celebrazione del 67° anniversario della Liberazione.

Dopo il saluto in musica della banda “Città di San Lazzaro” e la deposizione di una corona ai piedi del monumento ai caduti in Piazza Bracci, il vice presidente dell’Anpi di San Lazzaro Mauro Maggiorani ha introdotto Francesco Berti Arnoaldi Veli, presidente Nazionale FIAP – Federazione Italiana Associazioni Partigiane, che ha tenuto l’orazione ufficiale alla presenza del sindaco Marco Macciantelli, delle Autorità e dei cittadini.

«Siamo qui – ha detto Francesco Berti Arnoaldi Veli in apertura – a parlare di memoria, che è la nostra storia. Appartengo ad una generazione di testimoni che continuerà a vivere nei testimoni della prossima generazione. Parlare di memoria è parlare anche del nostro presente. Siamo qui per difendere la nostra identità. Si vorrebbe l’omologazione delle parti in lotta in una esasperata logica che dovrebbe assolvere e condannare tutti. Non ci sono pietre abbastanza per coprire o cancellare il nostro passato, per seppellire un moto di liberazione al quale dobbiamo il nostro stato di italiani liberi e democratici. C’è stato un no lanciato in faccia agli oppressori».

«Il significato della Resistenza – ha poi proseguito Francesco Berti Arnoaldi Veli – ha restituito all’uomo la condizione a partire dalla quale pensare è possibile. Dobbiamo rispondere all’interpello che la memoria ci pone: essere responsabili della memoria che scegliamo. Non parlo di ricordi personali, perché è la memoria collettiva quella che conta. Rispondiamo perché siamo responsabili di non dimenticare. Essere è non dimenticare, come ha detto il poeta Mario Luzi. In un momento della nostra storia c’è stato chi non si è sottratto ad una scelta, anche morendo. Resistenza è condizione a partire dalla quale si può essere liberi. Non c’ è conciliazione tra sì e no. Il 25 aprile rappresenta l’unificazione di tutti i no della nostra cara Italia. Noi siamo produttori di memoria fin che viviamo. Anche stamattina stiamo facendo memoria».

A conclusione del suo intervento è intervenuto Estenio Mingozzi, architetto sanlazzarese, sopravvissuto ad un campo di concentramento in Grecia, ed alcuni studenti del laboratorio teatrale degli Istituti Mattei e Majorana hanno letto brani di staffette partigiane.

E’ stato poi inaugurato il “diorama” dedicato ai rastrellati di Pizzocalvo. Il 2 luglio 1944 otto persone furono prelevate dalle loro abitazioni, in località Pizzocalvo, e fucilate il giorno successivo presso Villa Calzoni alla Croara per aver offerto viveri ai partigiani. All’indomani dell’eccidio i nazifascisti bruciarono le case coloniche e portarono via alla popolazione tutto ciò che era utile. Gli otto uccisi avevano tra i 24 ed i 39 anni e si chiamavano Ernesto Fini, Vittorio ed Ermenegildo Giardini, Augusto ed Antonio Marzaduri, Nerino Lolli, Luigi Nanetti e Guido Minarini. I loro cadaveri furono ritrovati molti mesi dopo nei pressi del capoluogo, lungo la strada oggi denominata “via Martiri di Pizzocalvo”. Si tratta del più cruento atto di violenza contro la popolazione civile compiuto nel nostro territorio.

Il servizio è stato realizzato da Mazzanti Media.

3740 Viste
909 Piace 855 non piacciono

redazione@comune.sanlazzaro.bo.it

Sanlazzarotv.it è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Bologna (n.8238 del 6-03-2012)

2012 © Comune di San Lazzaro di Savena

  Privacy

Realizzato con piattaforma Mediacore da RedTurtle